Petroleo – Una leggenda del Tango

Petroleo è il soprannome di Carlos Alberto Estévez un grande ballerino di Tango Argentino diventato una leggenda a Buenos Aires.

Petroleo nasce ad Almagro , un barrio di Buenos Aires, nel 1911 e negli anni ’20 già balla il Tango in giro per la capitale Argentina. Viene citato da tanti ballerini come un riferimento fondamentale nella loro formazione.

Uno dei protagonisti del Tango

Questo grande ballerino fa parte della generazione che ha fatto crescere il Tango, che lo ha visto passare dalle strade e dai postriboli ai club e all’apprezzamento dell’alta società. una delle persone che è stata tra i protagonisti dell’evoluzione di questo ballo.

Petroleo viene citato spesso anche da Miguel Angel Zotto come uno dei suoi più importanti riferimenti e non solo nella sua formazione come ballerino.

Sul suo soprannome curioso ci sono varie versioni : da una parte sembra dovuto al suo modo di ballare molto fluido (aveva un modo di ballare indubbiamente molto dinamico ), dall’altra in tarda età lui stesso accenna che il soprannome deriva dal fatto che era un buon bevitore in gioventù!

Petroleo è stato protagonista di un periodo dove i ballerini creavano i passi che oggi impariamo nelle scuole di Tango, riflettevano e diventavano “padroni” dell’essenza di questo ballo: il Tango non ha nessun schema e nessuna coreografia prestabilita, si impara a sentirlo e conoscerlo e ballare il proprio Tango.

Un ballerino quindi dopo aver studiato il Tango può immaginare delle combinazioni di passi basate sui semplici passi base per meglio interpretare la musica e melodia che ascolta, improvvisando.

Non è mai stato un personaggio da palcoscenico, se non per amore del Tango, è stato più che altro un grande milonguero di Buenos Aires.

Muore nel 1995. Negli ultimi anni della sua vita un problema al ginocchio gli impediva di ballare.

Il tango cattura la sensibilità delle menti semplici, entra attraverso le orecchie, il cervello, il cuore e lo spirito. Quando ci prende, è come una rete invisibile, non ci possiamo mai liberare e moriamo con lui. come una mosca prigioniera di una ragnatela.

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